L'informazione sulla meccanizzazione per l'agricoltura, il giardinaggio, componentistica e multifunzionalità.
Focus

Dall'agricoltura conservativa a quella rigenerativa: le attrezzature per il sovescio

Si tratta di una pratica ben conosciuta da tempo, rilanciata in un’ottica di miglioramento delle condizioni fisiche e chimiche dei terreni agricoli, alla luce della moderna meccanizzazione

di Lavinia Eleonora Galli
gennaio-febbraio 2025 | Back

L'agricoltura conservativa si basa su tre principi fondamentali, ovvero l’abbandono dell’aratura a favore della minima lavorazione del terreno (minimum tillage o no-tillage), la copertura permanente del suolo con residui colturali o cover crop, e il ripristino di una ragionata rotazione colturale. Queste pratiche migliorano la struttura del suolo, incrementano la biodiversità ed elevano la capacità di ritenzione idrica, riducendo al contempo la dipendenza dagli input chimici. In definitiva, ciò contribuisce alla mitigazione degli effetti dei cambiamenti climatici e all’aumento della resilienza dei sistemi agricoli. L'agricoltura rigenerativa, a differenza di quella conservativa, non si limita a ridurre l’impatto ambientale, ma piuttosto mira a migliorare la funzionalità chimica, fisica e biologica del suolo. Altri caposaldi perseguiti sono l’aumento del contenuto di sostanza organica (ottenuto con compost, sovescio, bioammendanti), l’incremento della biodiversità (policolture, agroforestazione) e la stimolazione del microbiota terricolo tramite biofertilizzanti. Un’ottica di gestione integrata include anche il pascolo razionale e la consociazione tra colture e allevamento, favorendo il riciclo dei nutrienti. Tutti questi approcci sono mirati anche ad un efficiente sequestro del carbonio, in modo da migliorare la resilienza agli stress climatici.

Il sovescio: tecniche e colture specifiche. Consiste nella coltivazione e nel successivo interramento di specie vegetali selezionate per arricchire il suolo di sostanza organica e azoto, migliorandone la fertilità e la struttura fisico-chimica. Contestualmente, si aumenta la ritenzione idrica e si contrastano l’erosione e il compattamento, favorendo anche la biodiversità microbiologica. Le essenze utilizzate per il sovescio sono numerose e finalizzate a scopi diversi e complementari: le leguminose (veccia, trifoglio) fissano l’azoto, le graminacee (segale, avena) proteggono il suolo, mentre le crucifere (rafano, senape) sono efficaci per biofumigazione.

Meccanizzazione del sovescio. Di solito, si adottano attrezzature per effettuare la preparazione primaria e secondaria del terreno, la semina, l’eventuale concimazione, lo sfalcio e l’interramento. Il sovescio viene spesso effettuato negli interfilari di colture arboree, quali tipicamente vigneti e frutteti; per la preparazione del letto di semina vengono di solito impiegati erpici rotanti o zappatrici, in grado di ottenere un sufficiente sminuzzamento dello strato superficiale del terreno, spesso combinati con una rullatura, per pareggiare la superficie e ridurre ulteriormente la zollosità. Si procede quindi con la semina del mix di essenze secondo le necessità agronomiche individuate, provvedendo contestualmente, se del caso, all’aumento della sostanza organica con opportune concimazioni organiche. Le seminatrici più indicate sono quelle pneumatiche, per una distribuzione omogenea anche su terreni irregolari, oppure modelli che lavorano a spaglio, idonei per superfici ampie. Alle seminatrici sono spesso accoppiati posteriormente dei rulli, per compattare leggermente lo strato superficiale, per far aderire il terreno ai semi, facilitandone l’imbibizione, favorendo quindi la germinazione.

Nel momento agronomicamente più opportuno, la coltura dedicata al sovescio viene sminuzzata con trinciaerba dotate di coltelli o martelli (o mazze) come organi di lavoro. Con i martelli l’azione di sminuzzamento è senza dubbio più efficace, facilitando in tal modo sia l’interramento che la successiva decomposizione.

Utili allo scopo nei filari di vigneti o frutteti, ma anche per operare sulle ripe di canali e fossi, sono le trinciaerba a traslazione laterale, per una trinciatura più completa anche del sottofila. In alternativa, per quest’ultima esigenza, sono disponibili anche le trinciaerba a disco, che in effetti rappresentano la soluzione più efficace per la gestione dell’erba vicino ai tronchi o ai ceppi. Per evitare danni alle piante, una barretta a molla attiva il movimento del disco che si ritrae grazie all’azione di un cilindro idraulico.

Interramento. Il materiale vegetale può essere interrato con l’erpice frangizolle (adatto quello a dischi), ma anche con aratri o vangatrici. Su un robusto telaio portante, l’erpice frangizolle monta uno o più ranghi di dischi bombati e inclinati rispetto all’asse verticale, con bordo liscio o dentato, che smuovono il terreno incorporando lungo tutto l’orizzonte i residui vegetali. Si tratta di un’attrezzatura particolarmente indicata per terreni compatti e difficili da lavorare.

Grazie alla sua tipica modalità di lavoro, l’aratro invece interra in profondità il sovescio; i modelli monovomere o bivomere sono indicati per lavorare in terreni compatti e/o tra i filari delle coltivazioni specializzate. Viceversa, gli aratri a dischi sono più adatti a terreni sciolti o sassosi, poiché limitano il compattamento. Si deve però tenere presente che, sebbene l’aratro assicuri un interramento particolarmente efficace del sovescio, la sua azione può alterare la struttura del suolo e ridurre la biodiversità microbica.

Le vangatrici, invece, dissodano il terreno senza invertirne gli strati, e senza creare suola di aratura. Le vanghegge frantumano grossolanamente e rimescolano lo strato lavorato, creando una buona aerazione che favorisce la decomposizione della biomassa vegetale. Si tratta di un’opzione particolarmente indicata in agricoltura rigenerativa, dove si deve preservare un’ottimale condizione fisico-chimica del suolo agrario, riducendo al contempo l’erosione.



Le colture per il sovescio

Le colture vocate per il sovescio presentano alcune caratteristiche comuni. Devono essere a crescita rapida, per consentire il taglio e l’interramento nei tempi adeguati; altamente produttive in biomassa, al fine di garantire un adeguato apporto di sostanza organica; competitive nei confronti delle infestanti e resistenti alla siccità.

Tra le famiglie botaniche più indicate per il sovescio rientrano:

Fabaceae: lupino, trifoglio, lupinella, veccia, fava e pisello proteico

Brassicaceae: rafano, senape e colza

Graminaceae: segale, avena e orzo

Boraginaceae: facelia.

Tali specie non devono avere scopi alimentari, ma fungere da fertilizzante naturale una volta degradate dall’azione dei microrganismi del suolo. Le leguminose sono particolarmente impiegate poiché, grazie alla simbiosi con le micorrize, sono in grado di fissare l'azoto atmosferico trasformandolo in forme assimilabili dalle piante. L’effetto sul suolo varia in base al periodo di interramento: se eseguito durante la fioritura, determina un rapido rilascio di azoto; se posticipato alla formazione dei baccelli, favorisce invece un rilascio più graduale nel tempo. La scelta della specie più idonea deve tenere conto anche delle caratteristiche del suolo. Ad esempio, la veccia (Vicia sativa) si adatta a diverse tipologie di terreno, ma risulta sensibile al ristagno idrico e alle basse temperature.

Le Brassicaceae, grazie alla presenza di radici fittonanti, contribuiscono al miglioramento della struttura del suolo, limitando il ristagno idrico e favorendo il drenaggio delle acque. L’interramento della senape (Brassica nigra, Sinapis alba, Brassica juncea) apporta una notevole quantità di sostanza organica, mobilita il fosforo e il potassio e possiede proprietà biocide.

Le Graminaceae, invece, favoriscono il mantenimento della fertilità recuperando nutrienti dagli strati profondi del terreno. A seguito della trinciatura e dell’interramento, tali nutrienti risultano maggiormente disponibili nei primi 20 cm di suolo. Tuttavia, al fine di evitare un rapporto carbonio/azoto eccessivamente elevato – caratteristico delle graminacee – è opportuno procedere con l’interramento prima della fioritura. In linea generale, le colture da sovescio sono finalizzate al miglioramento della fertilità del suolo, al controllo delle infestanti e, in alcuni casi, all’azione biofumigante. La scelta tra l’impiego di specie singole o miscele multispecie dipende dagli obiettivi agronomici e dalle esigenze del terreno. L’uso di specie singole semplifica la gestione colturale e comporta costi inferiori, mentre l’impiego di sementi multispecie offre una maggiore competitività contro le infestanti, un miglior sviluppo dell’apparato radicale e un incremento della biodiversità.

In funzione della specie selezionata e delle necessità aziendali, sarà necessario adottare pratiche colturali adeguate alla semina, al fine di ottimizzarne la resa. Il periodo di semina, la profondità e le lavorazioni accessorie dovranno essere calibrati in base alle caratteristiche delle varietà impiegate.


La rullatura

Sulle machine operatrici, i rulli sono componenti generalmente collocati posteriormente, per comprimere leggermente e pareggiare il terreno soffice, ma anche, specie se dotati di denti o altri organi di lavoro adatti, per frantumare la vegetazione prima del suo interramento.

Sono quindi particolarmente efficaci nel sovescio, poiché accelerano il processo di degradazione della sostanza organica, senza alterare la struttura del terreno.

In generale, sono disponibili numerosi tipi di rullo: liscio, packer, a spirale, a gabbia, dentato, a coltelli, ecc. Gli ultimi due sono quelli maggiormente indicati per la sfibratura degli steli robusti, favorendo al contempo l’interramento.

 

Gallery

I PIÙ LETTI degli ultimi numeri

GLI APPUNTAMENTI della meccanizzazione

27 - 30 marzo 2025 Edmonton EXPO Centre, Edmonton (Canada) EDMONTON HOME AND GARDEN SHOW
27 - 29 marzo 2025 Warragul, Vic. (Australia) FARM WORLD
28 - 30 marzo 2025 Bastia Umbra (Italia) AGRIUMBRIA