n. 12/2024 101 TECHNOLOGY The small-scale mechanization of specialized crops small single-axle machines equipped with a low-powered endothermic engine and driven by hand by an accompanying operator. The first examples of machines that can be likened to motor cultivators date back to the second decade of the last century, thanks to a Swiss manufacturer, Karl de Meyenburg, who devised a small two-wheeled vehicle equipped with a kind of tiller to break up the soil. In Italy, the first models of motor cultivators appeared around the same time, but it was in the 1950s that they experienced a true "golden age," thanks to companies that, having concluded the war effort related to World War II, needed to reconvert their production to civilian uses. These included Aermacchi, Moto Guzzi, Aeronautica Caproni, and Piaggio, but it was with the small artisans that walking tractors and power tillers became firmly established in the market. Some brands are still in operation today, such as Nibbi, Pasquali, Goldoni, Ferrari, BCS, Bertolini and others, while many others have ceased production after only a few years of operation. In most cases, these small manufacturers purchased engines from other companies specializing in the construction of diesel or gasoline engines, including ACME, Ruggerini, Lombardini, Slanzi, Guidetti, and VM, which have now disappeared or been absorbed into new companies. Power tiller. This is a light, compact machine designed primarily for secondary tillage, such as seedbed preparation or weeding. Without propulsion organs (wheels or tracks), it is equipped with an engine, usually È importante ricordare che in Europa la meccanizzazione agricola non si è inizialmente sviluppata con la comparsa dei trattori, bensì con queste piccole macchine monoasse, equipaggiate con un motore endotermico di bassa potenza e condotte a mano da un operatore al seguito. I primi esemplari di macchine assimilabili ai motocoltivatori risalgono al secondo decennio del secolo scorso grazie ad un costruttore svizzero, Karl de Meyenburg, che ideò un piccolo veicolo a due ruote dotato di una sorta di fresa per sminuzzare il terreno. In Italia, i primi modelli di motocoltivatore comparvero più o meno nello stesso periodo, ma è con gli anni ’50 che vissero una vera e propria “età dell’oro”, grazie ad aziende che, concluso lo sforzo bellico legato alla seconda guerra mondiale, avevano la necessità di riconvertire ad usi civili la propria produzione. Tra queste, si può citare Aermacchi, Moto Guzzi, Aeronautica Caproni e Piaggio, ma è con i piccoli artigiani che motocoltivatori e motozappe si sono definitivamente affermati sul mercato. Alcuni marchi sono ancora operativi oggi, come ad esempio Nibbi, Pasquali, Goldoni, Ferrari, BCS, Bertolini e altri, mentre molti altri hanno cessato la produzione dopo pochi anni di attività. Nella maggior parte dei casi, queste piccole case produttrici acquistavano i motori da altre aziende specializzate nella costruzione di propulsori diesel o benzina, tra le quali ACME, Ruggerini, Lombardini, Slanzi, Guidetti, VM, oggi scomparse o assorbite in nuove società. La motozappa. È una macchina leggera e compatta, pensata principalmente per la lavorazione secondaria del terreno, come la preparazione del letto di semina o la sarchiatura. Priva di organi di propulsione (ruote o cingoli), è equipaggiata da un motore, generalmente endotermico (alimentato a benzina o gasolio) oppure elettrico nelle versioni più leggere, che aziona un rotore ad asse orizzontale, di solito con larghezza non superiore ad un metro, su cui sono fissate saldamente delle piccole zappette curve, a mezzaluna o a denti diritti. Messe in rotazione mediante trasmissioni meccaniche, le zappette permettono contestualmente l’avanzamento della macchina e la lavorazione del terreno; quest’ultimo viene frantumato e sminuzzato a profondità variabili tra 10 e 20 cm, a seconda del modello e delle regolazioni possibili. Le motozappe sono progettate per garantire leggerezza e manovrabilità, il che le rende particolarmente adatte per lavorare in superfici limitate, come orti, giardini e più in generale piccoli appezzamenti di terreno. I motori che equipaggiano le motozappe hanno potenze comprese tra 1,5 kW, nei modelli più leggeri, fino a 7,5-11 kW, per quelli più professionali. I modelli con motore a scoppio sono più potenti e adatti a terreni più impegnativi, mentre quelli azionati elettricamente (tramite corrente di rete o grazie a batterie) sono ideali per lavorazioni meno intense, quindi su terreni non difficili e di piccole dimensioni. Le motozappe sono dotate di una coppia di stegole regolabili in altezza e direzione, per poter condurre convenientemente il mezzo lungo il percorso desiderato. I pochi comandi, posizionati generalmente sulle impugnature delle stegole, riguardano sostanzialmente l’avviamento del rotore e la regolazione - tramite acceleratore a mano - della velocità di rotazione delMany Italian farms are limited in size, and purchasing a conventional tractor is uneconomical or even impossible. For these realities, the ideal is to equip themselves with motor hoes and walking tractors, which, thanks to their small size and versatility, prove to be valuable aids in the production process Vista frontale di una classica motozappa (da: https://www.barbierisrl.com) Front view of a classic motor hoe (from: https://www.barbierisrl.com)
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